Dopo un apprendistato presso il designer di mobili Bruno Paul, Ludwig Mies van der Rohe entrò nello studio di Peter Behrens, dove iniziò a sviluppare la propria ricerca architettonica. Membro del Deutscher Werkbund, partecipò al vivace dibattito culturale e architettonico del suo tempo e, dopo la Prima guerra mondiale, si dedicò sempre più a progetti visionari, disegni e studi teorici. Il progetto del 1919 per il grattacielo di Friedrichstrasse e i successivi studi per un grattacielo in vetro inaugurarono una nuova concezione dell’architettura, fondata sulla struttura, la trasparenza e lo spazio. Nel 1927, insieme ad alcuni dei principali architetti modernisti, progettò l’Esposizione del Werkbund al Weissenhof di Stoccarda, considerata un momento fondamentale nello sviluppo dello Stile internazionale. Seguirono il Padiglione tedesco di Barcellona e Villa Tugendhat a Brno, entrambi completati nel 1929. Come direttore del Bauhaus dal 1930, continuò a promuovere un approccio rigoroso e integrato all’architettura, al design e alla tecnologia. Dopo aver partecipato alla rivista d’avanguardia G: Material zur elementaren Gestaltung e al gruppo di architetti Der Ring, nel 1938 si trasferì negli Stati Uniti per dirigere il Dipartimento di Architettura dell’Armour Institute of Technology di Chicago, diventando una figura centrale della Second Chicago School.