Dopo gli studi d’arte in Italia, Veronesi si recò a Parigi nel 1932, dove incontrò Fernand Léger e si interessò al Costruttivismo russo e olandese. Questa esperienza lo portò ad abbandonare l’impostazione figurativa delle prime opere per sviluppare un linguaggio sempre più astratto e geometrico, approfondendo il rapporto tra colore e musica. Nel 1934 aderì ad Abstraction-Création e, nello stesso periodo, divenne uno degli animatori della rivista Campo Grafico, sulla quale promosse una nuova concezione della tipografia e della grafica. Dal 1935 dedicò crescente attenzione alla fotografia, sperimentando tecniche diverse, dalla pittura su pellicola al fotomontaggio e alla solarizzazione. La sua ricerca interdisciplinare si estese anche alla musica e al teatro: nel 1936 realizzò 14 variazioni di un tema pittorico, pubblicate poi nel 1939 insieme alle 14 variazioni di un tema musicale di Riccardo Malipiero, e sviluppò numerosi progetti di scenografie e costumi. Dal 1973 al 1977 insegnò composizione e cromatologia all’Accademia di Brera.