Nato a Bagdadi, in Georgia, nel 1893, Vladimir Majakovskij si trasferì a Mosca nel 1906, dopo la morte del padre. Nel 1908 aderì alla corrente bolscevica del Partito operaio socialdemocratico russo e fu arrestato più volte per la sua attività rivoluzionaria. Nel 1911 entrò alla Scuola di pittura, scultura e architettura di Mosca, dove conobbe David Burljuk e si unì al gruppo futurista russo Hylaea. Nel 1912 pubblicò poesie nell’almanacco Schiaffo al gusto del pubblico, che contestava le convenzioni letterarie. La sua prima produzione univa sperimentazione formale e polemica contro la cultura dominante. Nel 1915 pubblicò La nuvola in calzoni e Il flauto di vertebre. Accolse con entusiasmo la Rivoluzione d’Ottobre e dal 1919 lavorò per l’Agenzia telegrafica russa (ROSTA), realizzando manifesti satirici e testi. Nel 1923 fondò LEF, rivista che promuoveva la sperimentazione artistica e il suo rapporto con la società rivoluzionaria. Nel 1924 compose un poema dedicato a Lenin e viaggiò in Europa, negli Stati Uniti, in Messico e a Cuba. Sempre più isolato tra disillusioni politiche, critiche letterarie e difficoltà personali, morì suicida a Mosca nel 1930.