Nato in Romania in una famiglia ebrea, Tzara studiò a Bucarest, dove conobbe Marcel Janco e Ion Vinea, con i quali collaborò alla rivista Simbolul. Nel 1915 si trasferì a Zurigo per proseguire gli studi filosofici e ritrovò Janco, con cui frequentò il Cabaret Voltaire fin dalla sua apertura nel 1916. Nel 1918 recitò pubblicamente il Manifeste Dada 1918 e pubblicò il terzo numero della rivista Dada, contribuendo alla diffusione internazionale del movimento. Trasferitosi a Parigi nel 1920, entrò nella cerchia di André Breton, continuò a dirigere Dada e collaborò alla rivista Littérature. Organizzò mostre e performance provocatorie, concepite per sorprendere e disorientare il pubblico, e nel 1924 pubblicò Sept manifestes dada. Le tensioni con Breton e Francis Picabia contribuirono alla crisi del Dadaismo parigino, culminata nel tumultuoso spettacolo Le Cœur à gaz del 1923. I rapporti con Breton rimasero difficili anche durante il successivo avvicinamento di Tzara al Surrealismo. Nel 1936 partecipò alla guerra civile spagnola e, durante la Seconda guerra mondiale, entrò nella Resistenza francese, trovando rifugio nel sud della Francia. Nel dopoguerra continuò il proprio impegno politico, criticando l’invasione sovietica dell’Ungheria e la politica coloniale francese.