Nonostante gli studi di giurisprudenza e una sicura carriera professionale, nel 1935 Buzzi lasciò il proprio incarico per dedicarsi interamente alla letteratura e alla poesia. Tra i primi aderenti al movimento futurista, ne firmò il manifesto e collaborò come critico letterario alla rivista Poesia, fondata da Marinetti e Benelli. La sua attività si estese anche al teatro, per il quale nel 1917 scrisse Sei sintesi sceniche nell’ambito del programma elaborato da Marinetti, Settimelli e Corra per un nuovo teatro futurista.