Nato a Reggio Calabria, Boccioni ricevette la propria formazione artistica a Roma, dove studiò il Pointillisme e il Divisionismo sotto la guida di Giacomo Balla. Le sue prime opere si avvicinarono al Verismo, mentre il successivo sviluppo della sua ricerca fu influenzato anche dal Cubismo. L’incontro con Filippo Tommaso Marinetti lo portò a tradurre le idee del Futurismo nelle arti visive e, nel 1910, insieme a Carlo Carrà e Luigi Russolo, elaborò il Manifesto dei pittori futuristi, successivamente sottoscritto da Balla e Severini, contribuendo inoltre in misura preminente alla stesura del Manifesto tecnico della pittura futurista. Divenne presto una delle figure artistiche di maggiore rilievo del movimento, sviluppando una ricerca capace di dare una potente espressione alla città moderna e al suo dinamismo. Nel 1912 espose con gli altri futuristi alla prima mostra futurista di Parigi, mentre la sua ricerca si orientava sempre più verso una concezione dinamica e strutturalmente complessa della forma, come testimoniano la serie degli Stati d’animo e la sua attività scultorea. Tra il 1912 e il 1914 collaborò con la rivista futurista Lacerba e nel 1914 pubblicò il volume Pittura e scultura futuriste (Dinamismo plastico). Durante la Prima guerra mondiale Boccioni prestò servizio come volontario e fu successivamente assegnato a un reggimento di artiglieria a Verona. Il 16 agosto 1916, durante il servizio presso Sorte, cadde da cavallo e morì il giorno seguente per le ferite riportate.