Nato in una famiglia agiata e culturalmente raffinata, Wols crebbe a Dresda, dove sviluppò precocemente un interesse per la fotografia. Dopo aver frequentato per un breve periodo il Bauhaus di Dessau, nel 1932 si trasferì a Parigi su consiglio di László Moholy-Nagy e iniziò a lavorare come fotografo, entrando in contatto con artisti come Fernand Léger e Max Ernst. Allo scoppio della Seconda guerra mondiale fu internato come cittadino tedesco nel sud della Francia e, dopo la liberazione, fuggì a Cassis, dove continuò a disegnare e dipingere, realizzando acquerelli che riflettevano le sue esperienze e l’ambiente circostante. Tornato a Parigi nel 1945, si dedicò sempre più alla pittura, sviluppando quello stile gestuale e spontaneo che lo avrebbe reso uno dei pionieri del Tachisme e dell’Art Informel. La sua ricerca fu inoltre influenzata dagli incontri con Jean-Paul Sartre e Simone de Beauvoir e dal clima esistenzialista della Parigi del dopoguerra. Wols morì a Parigi nel 1951, a soli trentotto anni, dopo anni di precarie condizioni di salute aggravate dall’alcolismo.