Il nome di Fritz Gottschalk è strettamente legato alla diffusione dell’International Style in Nord America e nel resto del mondo. Dopo aver studiato a Zurigo e aver lavorato a Parigi e Londra, approfondì i principi della tipografia e del linguaggio modernista. Nella sua formazione ebbero un ruolo importante Emil Ruder e Armin Hofmann, tra i protagonisti della scuola svizzera di grafica. Gottschalk frequentò a Basilea un corso avanzato di progettazione tipografica diretto da Ruder, che prima del 1968 seguiva personalmente soltanto due studenti all’anno.
Grazie al sostegno di Walter Herdeg, direttore della rivista Graphis, si trasferì in Nord America per lavorare presso Paul Arthur + Associates a Ottawa. Due anni dopo si stabilì a Montréal, dove partecipò alla progettazione del sistema d’identità visiva dell’Expo 67. Insieme a Stuart Ash fondò Gottschalk+Ash, dando vita a un approccio progettuale originale, capace di coniugare il rigore concettuale svizzero con l’apertura e la vivacità della cultura canadese. Il suo lavoro contribuì a portare l’International Style oltre i confini nazionali. Nel 1968 il Montreal Museum of Fine Arts gli dedicò una mostra, consolidando un rapporto professionale avviato nei primi anni della sua attività in Canada.
Dal 1963 al 1965 ricevette per tre anni consecutivi l’Award of Excellence del Dipartimento federale svizzero dell’interno. Nel 1975 entrò a far parte dell’Alliance Graphique Internationale (AGI), di cui divenne in seguito tesoriere. L’anno successivo fu nominato responsabile del Design Control Office per i Giochi olimpici di Montréal e aprì uno studio a New York. Rientrato in Svizzera, fondò G+A Zürich nel 1978 e, successivamente, G+A Milan. Dopo anni di collaborazioni con importanti aziende e istituzioni internazionali, nel 1985 ricevette l’incarico di ridisegnare il passaporto svizzero, il cui progetto si distingue per essenzialità e chiarezza. Nel 2008 ricevette il titolo di Fellow della Society of Graphic Designers of Canada (GDC) e nel 2011 il GDC Lifetime Achievement Award. Il suo lavoro continua a dimostrare come rigore, chiarezza e funzionalità possano dare vita a un design efficace e duraturo.
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