Considerata una delle più importanti fotografe viventi dell’America Latina, Graciela Iturbide è nata a Città del Messico nel 1942. Maggiore di tredici figli, frequentò una scuola cattolica e si avvicinò alla fotografia fin da bambina: suo padre era solito fotografare lei e i fratelli e, a undici anni, le regalò la sua prima macchina fotografica.
Nel 1970, dopo la morte della figlia Claudia, di soli sei anni, Iturbide si dedicò alla fotografia. Inizialmente desiderosa di diventare regista, si iscrisse al Centro Universitario de Estudios Cinematográficos dell’Universidad Nacional Autónoma de México. Fu però l’incontro con Manuel Álvarez Bravo, tra i maggiori esponenti della fotografia messicana, a orientare il suo percorso verso questo linguaggio. Nel 1987 ricevette il W. Eugene Smith Memorial Foundation Award e l’anno successivo ottenne una borsa di studio della John Simon Guggenheim Memorial Foundation.
Dalla metà degli anni Settanta iniziò a esporre regolarmente in mostre collettive a Città del Messico e New York. Le sue fotografie, prevalentemente in bianco e nero, raccontano la vita quotidiana e indagano le culture indigene del Messico, in particolare quella zapoteca di Juchitán e quella dei Seri nel deserto di Sonora. Il suo sguardo si posa anche sulla vita urbana di Città del Messico e sui territori di confine tra Messico e Stati Uniti, noti come La Frontera.
Nelle sue immagini affronta temi come l’identità, la sessualità, le feste, i rituali, la vita quotidiana, la morte e il ruolo delle donne, osservando comunità e tradizioni in continua trasformazione. Al centro della sua ricerca rimane il desiderio di comprendere e documentare il mondo culturale in cui vive, senza rinunciare a uno sguardo personale.
Nel 2021 ha ricevuto il premio Outstanding Contribution to Photography nell’ambito dei Sony World Photography Awards. Le sue opere sono conservate nelle collezioni di importanti istituzioni internazionali, tra cui il Centre Pompidoudi Parigi, il Museum of Modern Art di New York, il San Francisco Museum of Modern Art e il Consejo Mexicano de Fotografía di Città del Messico.
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