Nato a Varsavia nel 1930, Maciej Hübner è stato uno dei protagonisti della Scuola polacca del manifesto. Nel corso della sua carriera ha realizzato alcuni dei manifesti più celebri e ricercati di questo movimento, esponendo in numerose città, tra cui Londra, Parigi, Vienna, Roma e Delhi, e ottenendo importanti riconoscimenti. Iniziò gli studi artistici a Łódź, ma la guerra lo costrinse a interromperli. Tornato a Varsavia, fu ammesso al prestigioso atelier del professor Mroszczak presso l’Accademia di Belle Arti, dove si diplomò nel 1955 insieme ad altri importanti grafici polacchi, tra cui Hubert Hilscher, Jerzy Treutler e Jan Młodożeniec.
Durante gli anni del regime comunista lavorò a lungo alla realizzazione di manifesti su commissione del Ministero della Cultura polacco. Per cinque anni lavorò anche presso la compagnia aerea LOT. Hübner sosteneva di non avere uno stile riconoscibile: affrontava ogni progetto come un’esperienza a sé, lasciando che fosse il lavoro a suggerire le scelte creative, senza cercare di imprimervi la propria personalità. Passava con disinvoltura dai collage astratti di matrice modernista ai paesaggi a olio, dalle illustrazioni dai colori decisi ai dipinti realizzati con ampie pennellate, quasi eteree. Eppure, al di là della varietà delle tecniche e dei linguaggi, nelle sue opere affiora una particolare delicatezza.
Uomo di grande sensibilità e dalla forte coscienza sociale, Hübner ha attraversato epoche e profondi cambiamenti, guardando con amarezza a molti degli attuali sviluppi politici. Ha continuato a dipingere e a progettare anche in età avanzata, riassumendo con ironia il proprio instancabile ritmo di lavoro: «Mi fermo quando dormo!».
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