Suprematismo
Nel 1913 Kazimir Malevič creò una nuova forma d’arte caratterizzata da immagini astratte e non rappresentative, forme geometriche essenziali e una tavolozza cromatica limitata, che chiamò Suprematismo. Ispirato ai Formalisti russi e all’idea di zaum come linguaggio primario e più autentico, Malevič cercò di definire un approccio equivalente nelle arti visive. Il suo intento era liberare l’arte da messaggi rappresentativi o da finalità funzionali, affinché potesse esprimere percezioni o sentimenti puri e diventare creazione assoluta, riducendo l’opera a quadrati, croci e cerchi su tele materiche. Questi principi teorici furono raccolti nel libro The Non‑Objective World del 1927, in un momento in cui il Suprematismo si era già affermato in Russia attraverso numerose esposizioni e nella comunità artistica. Dalla seconda metà degli anni venti il movimento subì le politiche culturali di Stalin, ma la sua influenza aveva già raggiunto artisti attivi anche al di fuori della Russia, come El Lissitzky e Moholy‑Nagy.