Costruttivismo
Concepito da Vladimir Tatlin e Alexander Rodchenko intorno al 1915, il Costruttivismo fu profondamente legato ai processi di modernizzazione e allo sviluppo industriale della Russia. Si ispirava all’idea che un oggetto dovesse essere trattato come un tutto, risultato di un processo industriale, e che l’espressione artistica dovesse liberarsi da uno stile specifico per diventare intervento tecnico e organizzazione di elementi e materiali. Attraverso forme geometriche semplici, strumenti e materiali della vita quotidiana, il Costruttivismo sosteneva che l’arte dovesse innanzitutto essere costruita, sperimentando composizioni e collage, principi facilmente applicabili alla pittura, alla scultura e al design grafico e tessile. Nonostante il successo del movimento, il Costruttivismo venne soppresso in Russia, ma si diffuse in Europa grazie a Naum Gabo e Antoine Pevsner. Ambiva a essere più rilevante di qualsiasi altro movimento artistico, rappresentando l’ideologia comunista, allineandosi al ritmo serrato dell’ingegneria e dell’industria e concependo l’arte come un servizio rivolto alle masse.