Espressionismo
Nato agli inizi del XX secolo, l’Espressionismo fu un movimento ampio e sfaccettato, sviluppatosi in diverse città della Germania e presto diffusosi in Europa. Il suo obiettivo principale era spostare il ruolo dell’arte dalla semplice rappresentazione di oggetti visivi o dalla riflessione sulla realtà all’espressione dei sentimenti interiori dell’artista e della sua percezione del mondo. Questo, unito alle diffuse ansie sociali dei primi decenni, portò l’Espressionismo a ricorrere spesso a colori audaci e contrastanti, pennellate decise e forme che suggerivano un senso implicito di movimento, come vortici o traiettorie dinamiche. Sotto la stessa denominazione espressionista vennero inclusi artisti come Kirchner, Kandinsky, Klee, Klimt, Kokoschka e Schiele. All’interno del movimento si formarono nel tempo diversi gruppi, tra cui Der Blaue Reiter e Die Brücke, e il suo impatto fu tale da generare negli anni ottanta una seconda ondata, il Neo‑Espressionismo. Molti altri movimenti furono in vario modo legati all’Espressionismo, tra cui la Neue Sachlichkeit o Nuova Oggettività, che rappresentò una reazione diretta, e l’Espressionismo astratto, che ne raccolse il senso di spiritualità e il valore dell’arte non rappresentativa.