MA-g
The Museum of Avant-garde

Futurismo

Nato nel 1909 dalla visione poetica di Filippo Marinetti, il Futurismo scosse concezioni e tradizioni artistiche per invitare la coscienza collettiva a celebrare la modernità con tutte le sue forze, energie ed entusiasmo. Il suo Manifesto, pubblicato su Le Figaro, mirava a illuminare e spazzare via l’aura antiquata e museale dell’arte, trasformandola in una rappresentazione dinamica del mondo moderno. Il movimento privilegiò temi ispirati ai progressi tecnologici e alle innovazioni, celebrando spesso le conquiste industriali e le capacità ingegneristiche dell’uomo. Sensazionalista e iperbolico, il Futurismo possedeva una natura fortemente ribelle, intenzionata a infrangere e distruggere il passato per fare spazio al nuovo e al moderno; un atteggiamento che arrivò persino a giustificare forme di violenza e attacchi veementi alla società e al patrimonio culturale. Per la sua visione e i suoi principi fu accolto favorevolmente dal Fascismo nascente, e Marinetti stesso sostenne la guerra, alienando molti artisti che finirono per abbandonare il movimento. In parte il Futurismo influenzò anche il Futurismo russo o Cubo‑Futurismo, sebbene quest’ultimo non riconobbe mai tale legame. La sua eredità si intrecciò in modo inequivocabile con il Vorticismo e con l’Espressionismo tedesco.

Artisti

Guillaume Apollinaire
Giacomo Balla
Umberto Boccioni
Anton Giulio Bragaglia
Paolo Buzzi
Francesco Cangiullo
Carlo Carrà
Fortunato Depero
Corrado Govoni
Iliazd (Ilia Zdanevich)
Vasily Kamensky
Lajos Kassák
Velimir Khlebnikov
Anita Malfatti
Filippo Tommaso Marinetti
Vladimir Mayakovsky
Armando Mazza
Jozef Peeters
Enrico Prampolini
Sempresù (Carolus Luigi Cergoly)
Gino Severini
Ardengo Soffici
Anna Beöthy Steiner
Tato (Guglielmo Sansoni)
Volt (Vincenzo Fani Ciotti)
Edward Wadsworth